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Anemia:

Cos’è:
Le anemie sono delle condizioni patologiche caratterizzate da una riduzione del numero dei globuli rossi nel sangue, associate per lo più ad una riduzione della presenza di emoglobina. Ciò determina una diminuizione del trasporto di ossigeno e quindi uno stato carenziale generale in tutto l’organismo. L’eritropoiesi (cioè la formazione di globuli rossi) si svolge nel midollo osseo. Per l’attività eritropoietica sono essenziali diverse sostanze come il Ferro (Fe), la vitamina B12, l’acido folico ed alcuni fattori di crescita come l’eritropoietina (ormone secreto principalmente dai reni). La carenza di Fe causa anemia microcitica (cioè globuli rossi di volume più piccolo rispetto al normale) ed ipocromica (globuli rossi a ridotto contenuto di emoglobina). Per questo il Ferro è essenziale per la sintesi dell’emoglobina.

Cause:
La carenza di Ferro si riscontra in quei soggetti che presentano un aumento del suo fabbisogno, come ad esempio nei bambini nati prematuri che hanno scarse riserve di Ferro, nei bambini con periodi di sviluppo rapidi, ma anche nelle donne in gravidanza o in allattamento ed in soggetti con disfunzioni del tratto digerente che accusano un ridotto assorbimento di Ferro. Tuttavia la causa più comune nell’adulto a cui si deve la carenza di Fe è la perdita cronica di sangue.

Farmaci inpiegati:
Il trattamento o la prevenzione di anemie causata dalla carenza di questo metallo si basa sulla somministrazione orale o parenterale (introduzione diretta di un farmaco nel circolo sanguigno, solitamente EV, assicurando così l'arrivo nella circolazione sistemica dell'intera dose somministrata) di preparati di Ferro. La durata del trattamento dovrebbe essere di tre/sei mesi permettendo di correggere così non solo l’anemia ma anche di reintegrare le riserve. Il problema principale per le preparazioni ferrose è che queste provocano frequentemente disturbi gastrointestinali. Questi effetti collaterali possono essere corretti riducendo i dosaggi. La terapia parenterale è riservata soltanto a quei pazienti incapaci di tollerare o assorbire il Fe per via orale ed ai pazienti con gravi perdite croniche di sangue non controbilanciate dalla sola somministrazione orale.

La carenza di vit.B12 e acido Folico causano la cosiddetta anemia megaloblastica (globuli rossi con dimensioni elevate). Queste sostanze sono fattori essenziali per  molte reazioni necessarie per la normale sintesi di DNA. A seguito della ridotta sintesi del DNA, l’attività moltiplicativa e di sviluppo cellulare è diminuita, cosicchè le cellule progenitrici dei globuli rossi non riuscendo a dividersi si ingrandiscono solamente; per questo tale patologia è caratterizzata dalla presenza nel sangue di megaloblasti, ovvero globuli rossi di grandi dimensioni e soggetti per questo a facile distruzione.

La vit.B12 viene assunta con la carne, le uova e i prodotti caseari. Nei casi di carenza soltanto di questa vitamina, si assiste ad una forma di anemia definita perniciosa: il paziente in questa condizione presenta generalmente, oltre a sintomi tipici dell’anemia, anche disturbi gastrici e neurologici. La terapia di scelta in queste condizioni è la somministrazione per via parenterale di vit.B12.

La carenza di acido folico può essere frequente e può causare non solo anemia ma anche malformazioni congenite nei neonati. Fortunatamente questa carenza può essere corretta con la somministrazione di questo composto.
L’acido folico è assunto con la dieta, appartiene infatti al gruppo delle vitamine B. Le fonti più ricche sono il fegato, le verdure a foglia larga verde scuro (spinaci, cime di rapa, lattuga), i fagioli, le germe di grano e il lievito. Altre fonti sono il tuorlo d'uovo, le barbabietole, il succo d'arancia e il pane integrale. Carenze di acido folico sono dovute principalmente ad una inadeguata assunzione o ad un suo mancato assorbimento dall'organismo, ma anche a farmaci che possono interferire con il suo assorbimento o utilizzo, come gli anticonvulsivanti. Anche l’alcolismo e malattie epatiche portano a carenze di acido folico.


 

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