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Allergia:

Cos'è
L'Allergia è una patologia particolare che si scatena ad opera del sistema immunitario ed è caratterizzata da manifestazioni estreme provocate dai cosiddetti anticorpi (in particolare dalle immunoglobuline E o IgE) verso sostanze generalmente innocue come ad esempio i pollini.
I sintomi più conosciuti sono gli starnuti, il naso che cola, la congestione nasale, la sonnolenza. Per la cura e il controllo di questi sintomi, vengono utilizzati i farmaci antistaminici che consentono di ottenere un margine di miglioramento, anche se spesso, in particolare per la congestione nasale, devono essere associati ad altri principi attivi quali steroidi (ad azione antinfiammatoria), vasocostrittori (per liberare le vie aeree superiori) e gli antileucotrienici (contro la broncocostrizione), anche se il cardine della terapia per la profilassi di un particolare tipo di questa patologia, la rinite allergica, è rappresentato dagli antistaminici di tipo H1. Tale impiego va considerato comunque con i suoi limiti comuni a tutti gli antiallergici, ossia la possibilità di provocare sia un aumento della sonnolenza sia degli effetti collaterali a carico del sistema nervoso centrale. Farmaci di nuova generazione sono stati appunto progettati per produrre una riduzione di effetti di questo tipo.


Meccanismo e suddivisione delle reazioni allergiche
La reazione allergica può insorgere per una reazione eccessiva del nostro sistema immunitario con sostanze proteiche con le quali c'è già stato un contatto; la reazione può però scatenarsi anche in seguito al contatto con sostanze proteiche, che però si sono combinate con proteine dell'organismo stesso, formando i cosiddetti complessi antigenici o semplicemente Antigeni. Questi, inducono la produzione di anticorpi, in genere dopo un periodo di tempo di almeno 1 o 2 settimane. Come già enunciato, la successiva esposizione dell'organismo alla stessa sostanza scatena una reazione definita antigene-anticorpo appunto responsabile delle tipiche manifestazioni dell'allergia.
Le risposte allergiche sono suddivise in quattro categorie principali distinte in base al meccanismo immunologico implicato:

  • La reazione I tipo, o anafilattica, è mediata dall'immunoglobulina di tipo E (IgE), che una volta formato il complesso antigene-anticorpo si lega ai recettori presenti su particolari globuli bianchi, che sono responsabili del rilascio di numerose sostanze tra le quali l'istamina, i leucotrieni e le prostaglandine, i principali responsabili della vasodilatazione, dell'edema (accumulo di liquidi nei tessuti) e di altre risposte infiammatorie. Queste risposte si manifestano rapidamente e sono definite reazioni di ipersensibilità immediata. Gli organi più colpiti da questo tipo di reazione sono il tratto gastrointestinale, la cute, il sistema respiratorio e quello vascolare.
  • La reazione di II tipo, o citolitica, è mediata sia dalle immunoglobuline di tipo G (IgG) che da quelle di tipo M (IgM) ed è di solito una conseguenza della capacità di quest'ultime di attivare in modo eccessivo il sistema di difesa immunitario dell'organismo .I principali tessuti bersaglio di questa reazione sono le cellule dell'apparato respiratorio. Questo tipo di reazioni può essere indotto dall'assunzione, in casistiche molto particolari, di alcuni farmaci come le penicilline. Le patologie così causate sono dette autoimmuni che però si estinguono nell'arco di alcuni mesi dalla rimozione agente scatenante.
  • La reazione di tipo III, o fenomeno di Arthus, è mediata prevalentemente dalle IgG; il meccanismo consiste nella generazione di complessi antigene-anticorpo e si depositano a livello vascolare, provocando una risposta infiammatoria distruttiva denominata malattia da siero. I sintomi clinici di tale malattia includono le eruzioni cutanee orticarioidi, l'artralgia o l'artrite e la febbre. Tutti questi sintomi presentano in genere una durata di circa 6 giorni e cessano dopo l'eliminazione dell'agente scatenante. Tale reazione può esser provocata da alcuni particolari farmaci quali le penicilline, i sulfamidici, gli anticonvulsivanti.
  • La reazione di tipo IV, o ipersensibilità ritardata, è mediata daun altro tipo di globuli bianchi, che entrati in contatto con l'antigene, provocano una risposta: esempio di questo tipo di reazione è rappresentata dalla dermatite da contatto. Particolarità di questa reazione è che la risposta allergica si ha solo dopo 24-48 ore dal contatto con la sostanza allergizzante.
Gli effetti secondari degli antistaminci
Questa classe particolare di farmaci può causare una serie di effetti secondari, tra cui nausea, vomito, stipsi, diarrea e disturbi ancor più gravi tra i quali anoressia, disturbi gastrici, debolezza muscolare, ridotta capacità di concentrazione. Per questo si deve evitare una loro concomitante somministrazione durante la guida ed in tutte le attività che richiedono attenzione. Nel caso di somministrazioni ripetute, invece, si osservano secchezza delle fauci, palpitazioni, senso di costrizione toracica, ritenzione urinaria, allucinazioni, disturbi visivi, convulsioni, febbre, ridotta capacità respiratoria, ipotensione ortostatica e midriasi (dilatazione della pupilla). La somministrazione di taluni farmaci è controindicata in pazienti affetti da ipertrofia prostatica o da glaucoma; è necessario quindi informare il medico curante al momento della prescrizione, in quanto la concomitante assunzione di questi ultimi con altre classi di farmaci, quali antibiotici o antimicotici, può comportare seri rischi alla salute, in virtù delle pericolose interazioni che potrebbero scaturire.

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