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Antibiotici

Cosa sono:
Gli antibiotici si possono definire come sostanze naturali prodotte da diversi microrganismi, soprattutto funghi e muffe, capaci di uccidere altri microbi considerati nocivi per l'uomo. Inizialmente questi farmaci si ottenevano partendo da colture di microrganismi produttori, ad oggi, per aumentare la loro attività contro i batteri, la maggior parte degli antibiotici è prodotta modificando chimicamente in laboratorio le sostanze ottenute dalle colture oppure direttamente ex-novo. Gli antibiotici sono efficaci nel trattamento delle infezioni batteriche in virtù della loro tossicità selettiva grazie alla loro capacità di uccidere il microrganismo invasore senza danneggiare le cellule dell'ospite (in questo caso l'uomo) sfruttando le differenze cellulari esistenti tra microrganismi ed esseri umani. Questi farmaci agiscono sui germi patogeni essenzialmente in 2 modi:
- Distruggendo l'involucro cellulare esclusivo del batterio
- Interferendo con alcuni processi metabolici caratteristici solo di questi germi

Classificazione
In base alla loro capacità di operare nei confronti dei microrganismi sono detti:
- Batteriostatici: quando ne bloccano solo la crescita senza ucciderli
- Battericidi: quando uccidono i batteri diminuendo così il numero di microrganismi vivi
Mentre in base al numero di specie sulle quali agisce l'antibiotico, la suddivisione è la seguente:
- Ampio spettro: agiscono su numerose specie di batteri e quindi utili in molte infezioni.
Questi antibiotici possono però alterare in modo rilevante la flora batterica dell'organismo, specialmente quella intestinale, e dar origine così ad una sovrainfezione come ad esempio quella indotta dalla Candida, un fungo, la cui crescita è tenuta normalmente sottocontrollo dalla presenza di questa flora.
- Spettro ristretto: sono più selettivi in quanto agiscono solo su un microrganismo o comunque su un numero ristretto di infezioni.

Usi e modalità di assunzione
Gli antibiotici sono efficaci solo contro le infezioni provocate da batteri (tonsilliti, meningiti, polmoniti, etc...) ma non contro le infezioni causate da virus come il raffreddore e l'influenza. In questi ultimi casi l'uso degli antibiotici è completamente inutile, a volte dannoso e può causare antibiotico-resistenza. Solo il medico, dopo gli opportuni accertamenti diagnostici e grazie alla sua esperienza, è capace di distinguere i sintomi di un'infezione batterica da una virale.
L'assunzione dell'antibiotico dovrà durare per tutto il periodo indicato dal medico e secondo il dosaggio prescritto. Infatti per esplicitare la loro azione, questi farmaci hanno bisogno di alcuni giorni o settimane a seconda della pericolosità dell'infezione. Se la terapia viene sospesa prima del necessario, cioè appena c'è un segno di miglioramento e prima che il sistema immunitario abbia eliminato tutti i microrganismi, può rimanere in vita un numero sufficiente di batteri che possono dare origine ad una nuova infezione. Prima di assumere questi farmaci bisogna rivolgersi al medico per individuare l'antibiotico specifico per il microrganismo che ha causato l'infezione, diminuendo così i casi di sovra-infezione e la comparsa di batteri antibiotico-resistenti

L'antibiotico-Resistenza
I batteri sono detti "resistenti" quando la loro crescita non viene più bloccata dalla massima concentrazione di antibiotico tollerata dall'organismo ospite. La comparsa di ceppi resistenti è stata attribuita anche all'uso inopportuno di questi farmaci in situazioni che potrebbero risolversi senza l'impiego di tali rimedi o che comunque non portano a nessun giovamento della terapia antibiotica. Altre cause di antibiotico-resistenza sono dovute alla selezione naturale causata da mutazione genetica casuale batterica. Infatti alcune di queste mutazioni genetiche possono risultare vantaggiose per la difesa contro gli antibiotici permettendone la proliferazione anche in presenza di questi farmaci. Inoltre alcuni geni "resistenti" agli antibiotici possono essere trasferiti da un microrganismo all'altro dando origine a nuove resistenze. Concretamente queste mutazioni possono provocare minore permeabilità dell'antibiotico nel batterio, modifica di un bersaglio del farmaco e/o presenza di enzimi che inattivano il farmaco stesso.

Effetti Collaterali
I maggiori effetti collaterali provocati da questi farmaci sono causati dalla loro capacità di uccidere sia i batteri patogeni che quelli che compongono la flora batterica dell'organismo ospite. Tale terapia provoca alterazioni della flora batterica del tratto respiratorio superiore, genito-urinario ed intestinale con successiva crescita di batteri e funghi patogeni difficile poi da debellare. Alterazioni della flora intestinale possono causare anche diarrea ed altri problemi gastrointestinali. Per questo motivo molte volte è necessario assumere in concomitanza agli antibiotici anche dei fermenti lattici utili a ripristinare la flora batterica dell'organismo riducendo così il rischio di diarrea ed infezioni secondarie. Altri effetti avversi comuni sono dovuti a fenomeni di allergia al prodotto (ipersensibilità) e/o tossicità diretta del farmaco dovuta ad esempio ad alte concentrazioni di alcuni antibiotici che in tal caso possono influenzare il metabolismo cellulare dell'ospite.

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