Farmaci - Istruzioni per l'uso
La prescrizione
Molti dei farmaci che vengono dispensati in farmacia necessitano di ricetta medica. La ricetta medica è un documento redatto e firmato dal medico che consente al farmacista di dispensare i farmaci soggetti a tale restrizione (es. anticoncezionali, antinfiammatori, ansiolitici, antistaminici, ecc). La prescrizione è necessaria poiché questi medicinali possono causare seri effetti collaterali, la maggior parte dei quali sconosciuti al paziente, che possono essere pericolosi. Per ridurne la probabilità di insorgenza è opportuno che il paziente osservi la posologia (tempo e modo di somministrazione) riportata dal medico sulla ricetta. Se il farmaco è dispensato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN), cioè è mutuabile, verrà prescritto sulla ricetta rosa SSN; in tutti gli altri casi, cioè quando il farmaco è a carico del cittadino, la prescrizione avverrà sulla ricetta bianca. Ci sono comunque dei farmaci cosiddetti da banco che, pur avendo lo stesso principio attivo di alcuni medicinali dispensati dietro prescrizione, non richiedono ricetta medica in quanto sono presenti in commercio con un dosaggio inferiore. Anche con questi farmaci, distinti in farmaci da banco (OTC) e farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP), è comunque possibile l'insorgenza di effetti collaterali o l’interferenza con l'azione di altri farmaci: in questi casi la professionalità del farmacista può aiutare il paziente a evitare spiacevoli inconvenienti.
Vie di somministrazione dei farmaci
Esistono due vie principali di somministrazione dei farmaci, quella enterale e quella parenterale.
La via enterale si divide in:
- via orale o per OS è la via di somministrazione più comune;
- via sublinguale che prevede la collocazione del farmaco sotto la lingua, che passa così direttamente nel circolo sanguigno senza passare per il tratto gastro-intestinale;
- via rettale che, come quella sublinguale, permette al farmaco di non essere distrutto dall’ambiente acido dello stomaco, o successivamente, da quello basico dell’intestino. Inoltre la via rettale può essere utile quando il paziente vomita o è il farmaco stesso ad indurre il vomito.
La via parenterale consente al farmaco di raggiungere direttamente il circolo sanguigno provocando così un'azione farmacologica rapida. Inoltre è indicata per quei farmaci che sono poco assorbiti per via enterale o che comunque vengono degradati dal tratto gastrointestinale (stomaco ed intestino). Le tre principali vie di somministrazione sono:
- Endovascolare o Endovenosa (EV): è la via parenterale più comune. In questo modo si ha un rapido effetto (più veloce della via IM o SC) ed un buon controllo dei livelli del farmaco in circolo. Inoltre si evitano tutte le cause responsabili dell'inattivazione del farmaco nel tratto gastrointestinale. E' utilizzata anche per l'iniezione di farmaci che risulterebbero irritanti se somministrati per altre vie in quanto il medicinale viene diluito velocemente nel torrente circolatorio. Deve essere eseguita molto lentamente e sempre da personale medico. La vena più utilizzata per la somministrazione è quella dell'avambraccio.
- Intramuscolare (IM): I muscoli sono molto più irrorati di sangue e meno sensibili del tessuto sottocutaneo, quindi il farmaco è più tollerato. I farmaci somministrati con questa via possono essere sotto forma di soluzioni acquose con assorbimento rapido oppure preparazioni speciali non acquose (oleose) con funzione di deposito nel muscolo provocando un rilascio lento del principio attivo nel sangue ed un'azione prolungata nel tempo. i siti maggiorrmente utilizzati per l'iniezione sono il muscolo deltoide del braccio ed il gluteo
- Sottocutanea (SC): questa via di somministrazione presenta un assorbimento più lento rispetto a quella endovenosa e limita i rischi dovuti all’iniezione IM. E' utilizzata per somministrare piccoli volumi di farmaco. I siti di iniezione consigliati sono: parte superiore esterna del braccio, la zona intorno all'ombelico e la parte anteriore delle cosce.
Altre vie di somministrazione sono:
- Inalatoria: utilizzata con farmaci allo stato gassoso o per quelli che possono essere dispersi in un aerosol. E’ efficace nei pazienti con problemi respiratori (asma, bronchite, etc) poichè il farmaco agisce direttamente nel sito d’azione (apparato respiratorio) riducendo così gli effetti collaterali generali.
- Topica: il farmaco è applicato sulla pelle o sulle mucose per essere poi assorbito rapidamente o comunque agendo direttamente sulla lesione esterna; questa via è utilizzata per ottenere un effetto locale del farmaco (creme, pomate, colliri, gocce auricolari o nasali) riducendo al minimo gli effetti collaterali riguardanti l'intero organismo (disturbi gastrointestinali, ritenzione idrica, mal di testa, etc).
- Transdermica: si hanno effetti generali attraverso l’applicazione di farmaci sulla cute come per esempio per mezzo di un cerotto. In questo modo si ha un rilascio molto lento del farmaco.
- Intratecale/intraventricolare;
Alcuni tipi di farmaci inoltre, non possono essere assunti contemporaneamente tra di loro poiché si possono generare delle interazioni, e portare ad esempio ad un aumento o una riduzione del loro effetto terapeutico. In questi casi è necessario chiedere esplicitamente il consiglio del medico e/o del farmacista.
Tutte le informazioni relative al farmaco (posologia, interazioni, via di somministrazione, composizione, effetti collaterali, avvertenze, controindicazioni) sono riportate tutte sul foglietto illustrativo.
Modalità di conservazione I farmaci devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e dall’esposizione diretta della luce solare in quanto l’aria, la luce e gli sbalzi di temperatura possono deteriorarne la composizione. Alcuni però devono essere conservati a temperature basse comprese tra 0°C e + 4°C (in frigorifero). Le modalità di conservazione sono comunque riportate sulla confezione e sul foglietto illustrativo.
Per la maggior parte dei farmaci il periodo di validità è tra 2 e 5 anni se vengono conservati nelle condizioni indicate. Alcuni come colliri, spray, sciroppi, pomate oftalmiche, etc, hanno una validità di alcune settimane o mesi dall’apertura della confezione, quindi sarebbe buona norma annotare la data di primo utilizzo sulla scatola; se però ci si accorge di una qualsiasi alterazione come il cambiamento di colore, odore e consistenza, è bene gettarlo, anche se non è scaduto, negli appositi contenitori. Infatti i farmaci contengono delle sostanze chimiche che possono essere fonte di inquinamento e quindi non possono essere smaltiti con i normali canali di rifiuto onde evitare la dispersione di sostanze tossiche. Per questo è importante che i farmaci scaduti vengano buttati negli appositi contenitori che si trovano nelle farmacie.