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Alcolismo


L'alcol, quando consumato in maniera eccessiva e prolungata nel tempo, è una vera e propria droga, e questo porta al danneggiamento dell'intero organismo. Il consumo eccessivo di alcol prolungato nel tempo causa dipendenza, pertanto tale sostanza viene considerata a tutti gli effetti una droga. L'ingestione di un'eccessiva quantità di alcol in un ristretto intervallo di tempo comporta una manifestazione di intossicazione acuta, detta ubriachezza.
Questo quadro porta ad una depressione dell'attività del sistema nervoso, favorendo una diminuzione dell'ansia e delle inibizioni, ma anche della capacità di concentrazione e dell'attenzione.

Gli effetti
Le prime alterazioni dell'umore sono riscontrabili in un bevitore non abituale con concentrazioni di alcol nel sangue (alcolemia) pari a 0,4 grammi per litro, corrispondenti all'incirca a due bicchieri di vino. Tra gli 0,5 e gli 0,8 g/L l'andatura si fa incerta, il linguaggio storpiato con una riduzione della percezione sensoriale; la tabella allegata (tratta dal sito del Ministero della Sanità secondo l'art. 6 del decreto-legge 3 agosto 2007 n. 117 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, della legge 2 ottobre 2007, n. 160) descrive esaurientemente questi sintomi. Sopra gli 0,8 g/L le reazioni si fanno sempre più confuse in uno stato di alterazione che può giungere fino ad una grave intossicazione, al coma etilico ed al pericolo di morte per arresto respiratorio. Va inoltre precisato che a parità di peso l'organismo femminile include una quantità minore di acqua ed ha una capacità inferiore di metabolizzare l'alcol rispetto a quello maschile, di conseguenza dopo aver ingerito un'identica quantità di questa sostanza la concentrazione di questa nel sangue sarà più rilevante.
Negli individui che bevono abitualmente, i sopracitati "valori soglia" sono certamente più elevati; in altre parole queste persone possono ingerire quantità maggiori di alcol e riportare identici valori di alcolemia rispetto a coloro che consumano alcol in modo sporadico. Quando ingerito in quantità modeste, l'alcol può avere un effetto stimolante per l'appetito e facilitare la digestione.
Questa sostanza provoca una disidratazione, proporzionale alla quantità ingerita, poiché blocca la biosintesi di un particolare ormone che controlla la quantità di acqua nell'organismo (ormone antidiuretico), causando così un aumento della quantità di urina eliminata. Si riscontrano, inoltre, anche effetti sul comportamento sessuale in dipendenza dalle dosi assunte: quando sono minime ne fa aumentare l'impulso, viceversa causa impotenza.

L'Alcolismo patologico
Un eccessivo consumo di alcol, protratto nel tempo determina un'estesa varietà di disturbi fisici che possono compromettere l'intero organismo. Questa sostanza può determinare l'infiammazione del rivestimento interno dello stomaco provocando gastriti, ulcere superficiali fino ad ematemesi (vomito di sangue) oltre che a pancreatiti.
Inoltre altre patologie si possono generare a carico del fegato che è l'organo in cui viene metabolizzato l'alcol presente nel sangue: tra queste si possono ricordare la degenerazione causata da infiltrazione di grasso (steatosi), l'epatite alcolica, la cirrosi ed il cancro. La causa prima è da ricercare in un prodotto di degradazione dell'alcol chiamato acetaldeide.
Conseguenze negative si possono avere anche a carico del sistema cardiocircolatorio: lo scompenso cardiaco, (ridotta funzionalità del meccanismo di pompa del cuore provocata in genere dalla raccolta di liquido nei tessuti, cioè l'edema), l'insufficienza coronarica, l'ipertensione e l'ictus.
Negli alcolisti può svilupparsi inoltre una forte carenza di vitamina B1, che causa una malattia conosciuta come "beri beri": questo accade poiché l'alcol soddisfa il fabbisogno calorico e riduce al contempo l'appetito, non fornendo però un sufficiente apporto di proteine, vitamine e sali minerali. Un'insufficienza grave di vitamina B1 nel cervello provoca l'encefalopatia di Wernicke, che si manifesta con sintomi come confusione, disturbi del linguaggio, fino a causare coma. Si possono inoltre riscontrare anche delle conseguenze per il sistema nervoso periferico che si manifestano come formicolio, intorpidimento, dolori alle gambe e alle mani e crampi.
Gli alcolisti soffrono inoltre di ansia, depressione e paranoia, a riprova del fatto che risentono di un danneggiamento psichico irreversibile.
Può infine verificarsi l'incremento del rischio di sviluppare cancro in qualsiasi parte dell'apparato digerente, a partire dalla bocca, e nella vescica.

Una vera e propria dipendenza è riscontrabile quando sono presenti tre o più dei seguenti "sintomi":
1.bisogno pressante di bere, quindi necessità di consumare dell'alcol;
2. perdita di controllo ed incapacità di limitare il proprio consumo di alcol
3. sindrome di astinenza
4. sviluppo di tolleranza
5. abbandono progressivo degli altri interessi.

L'assunzione di alcol risulta ovviamente pericolosa in gravidanza, poiché una percentuale dell'alcol eventualmente presente nel sangue della madre giunge al feto, e anche piccole quantità possono peggiorare il suo normale sviluppo. Può infine anche verificarsi un maggior rischio di aborto oltre che della comparsa della cosiddetta sindrome alcolica fetale che causa difetti morfologici a carico delle labbra e del palato, sviluppo anomalo degli arti e deficit intellettivo.

E' infine allegata una seconda tabella riportante diversi parametri, utile per comprendere quanto alcol possa essere ingerito senza che venga superato il tasso alcolemico legale (0,5 g/L) per poter condurre un veicolo (tratta dal sito del Ministero della Sanità secondo l'art.6 del decreto legge 3 agosto 2007 n. 117 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 2 ottobre 2007 n. 160).

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