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Tabagismo

Da sapere
Il tabacco causa in Italia fino a 85.000 morti ogni anno ed è valutato come la sostanza psicoattiva con gli effetti più dannosi, per lunghi periodi, per la salute dei cittadini. Si stima che la metà dei tumori che uccidono ogni anno moltissime persone siano da ricollegare al fumo. Il 90% dei decessi per tumore polmonare è appunto dovuto a questa dannosa abitudine e l'esposizione al fumo e la convivenza con un fumatore comporta un maggior rischio di disfunzioni delle vie respiratorie, di tumori e di malattie cardiovascolari, anche per chi non ha questa abitudine. La Doxa (istituto specializzato in analisi statistiche e ricerche di mercato sulla popolazione italiana) ha condotto un'indagine nel 2001 dal quale è risultato che su un campione di oltre 3000 persone quasi il 30% degli italiani si dichiara fumatore (con una leggera maggioranza maschile). Si ritiene (dati Istat) che i fumatori passivi siano oltre 15 milioni, ed il 25% circa ha meno di 14 anni; studi accreditati dimostrano che l'esposizione di bambini al fumo passivo rappresenta il fattore di rischio ambientale più rilevante per l'insorgere di patologie allergiche e respiratorie.

Effetti
Il fumo di sigaretta produce velocemente una dipendenza determinata sostanzialmente dalla nicotina: la sintomatologia è di tipo "psichico", cioè si viene a creare un processo per il quale la nicotina, producendo delle modificazioni a livello del sistema nervoso, forza l'individuo a ripeterne l'assunzione. In altre parole la nicotina spinge il fumatore a far uso nuovamente della sigaretta, e questo tipo di dipendenza, così come altri, si rivela con i seguenti sintomi:
- impossibilità di resistere alla necessità di fumare;
- "tensione" crescente prima di poter fumare se impossibilitati;
- sollievo al momento di fumare.

Il soggetto continua a far uso del tabacco sebbene sia presente la preoccupazione per il proprio stato salute. Il fumare determina un senso di distensione, di fittizio impulso alle capacità intellettive, una riduzione del senso della fame ed una riduzione della parte emotiva della depressione. Il fattore più importante che fa instaurare questa abitudine è spesso associato al rapporto con alcune circostanze: può aiutare, infatti, a tollerare sentimenti avversi come l'imbarazzo, il nervosismo o la noia. Sovente si manifesta anche la necessità di rimuovere i disturbi originati dalla mancanza della nicotina stessa.
La nicotina determina un aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca ed una vasocostrizione a livello cutaneo. Questa non è comunque l'unica sostanza nella sigaretta ad arrecare danni. Si possono infatti riscontrare alcuni sintomi determinati dall'inalazione di circa 4000 sostanze tossiche presenti nel fumo (di cui una quarantina cancerogene); ad esempio l'acroleina provoca irritazione delle mucose della bocca e delle vie respiratorie. A livello fisico il sistema gastrointestinale è quello che risente maggiormente, nella singola assunzione, di diversi sintomi, come la nausea, la diarrea, l'ipersecrezione di acido cloridrico, ed una aumento della mobilità del colon.
La protrazione del consumo di tabacco è responsabile di ben altri sintomi che sfociano in vere e proprie patologie:
- nell'apparato respiratorio si verificano broncopatie croniche ostruttive ed enfisemi. Il tabagismo è inoltre uno dei maggiori fattori responsabili di tumori polmonari e laringei;
- nell'apparato cardiovascolare si può verificare cardiopatia ischemica, aneurisma aortico, retinopatia;
- nella sfera sessuale si riscontra una riduzione della potenza nell'uomo, diminuzione della libido e disturbi mestruali nella donna;
nell'apparato digerente possono fare la comparsa gastroduodenite cronica o ulcera gastro-duodenale.

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